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Le Chiese contro la legge sul “separatismo religioso” in Francia

PARIGI – La legge contro il separatismo religioso in Francia «rischia di violare le libertà fondamentali che sono la libertà di culto, di associazione, d’istruzione e persino la libertà di opinione». Questo denunciano in una lettera congiunta pubblicata nello scorso marzo su Le Figaro i rappresentanti delle chiese protestanti, cattolica e ortodossa in Francia, a proposito della discussa, nuova, legge sul “separatismo religioso”. La normativa, intitolata “per il rispetto dei principi della Repubblica”, voluta da Emmanuel Macron per contrastare l’Islam radicale, è al centro di forti polemiche perché colpirebbe la religione musulmana tout court – e non il fondamentalismo – e, secondo i cristiani, più in generale la libertà di culto. Ecco dunque la forte presa di posizione firmata dal pastore François Clavairoly, presidente della Fédération protestante de France, da monsignor Éric de Moulins-Beaufort, presidente della Conferenza episcopale francese e arcivescovo di Reims e dal Metropolita ortodosso Emmanuel Adamakis.

«Accogliamo senza riserve le disposizioni del disegno di legge che consentono di lottare in modo più diretto contro i matrimoni forzati – si legge nel testo su Le Figaro – le mutilazioni sessuali, la disuguaglianza di eredità, l’incitamento all’odio e la discriminazione in tutte le sue forme […] Ma che senso ha complicare la vita delle associazioni religiose previste dalla legge del 1905 (che regola l’esercizio della maggior parte dei culti praticati in Francia, ndR)? Pensiamo seriamente che chi vuole vivere “lontano” dalla Repubblica contestandone i fondamenti aderirà ad uno statuto ufficiale, costantemente sotto lo sguardo dei prefetti? Come possiamo sperare che tali disposizioni daranno ai nostri concittadini musulmani fiducia nella volontà della Repubblica di permettere loro di vivere la loro fede con libertà e senso di responsabilità e di praticare la loro religione entro i soli vincoli del rispetto dell’ordine pubblico?».

Anche l’opposizione politica condivide i timori di una possibile discriminazione delle persone di fede islamica. Il gruppo della France insoumise (estrema sinistra parlamentare) denuncia da mesi una “stigmatizzazione dei musulmani” attraverso il testo di legge, che «produrrà solo un ulteriore alone di sospetto nei confronti delle associazioni animate da concittadini di fede musulmana».

La legge prevede, tra l’altro, che tutte le associazioni rispettino i “valori repubblicani” e dichiarino in modo specifico ogni donazione che ricevono superiore ai 10mila euro. Tra gli articoli più contestati, come spiega Avvenire, quelli riguardanti le sovvenzioni, gli obblighi di dichiarazione delle associazioni religiose, le associazioni “miste” solo in parte legate al culto e la facoltà di chiusura amministrativa dei luoghi di culto per motivi d’ordine pubblico.

In questo video un commento di François Clavairoly, presidente della Fédération protestante de France.

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