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Il pastore valdese Bruno Rostagno è tornato alla casa del Padre

PINEROLO (TO) – Il pastore valdese Bruno Rostagno è deceduto mercoledì 3 marzo nella sua residenza di Pinerolo, in provincia di Torino all’età di 85 anni. In pochi giorni, con la morte dell’avventista Giuseppe Marrazzo, il mondo protestante italiano ha perso due personalità di primo piano, specialmente nell’insegnamento dell’omiletica, la disciplina che tratta la predicazione cristiana. In pensione dal 2005, Rostagno si era formato alla Facoltà valdese di Teologia di Roma e all’Università di Basilea. E’ stato direttore del Centro ecumenico di Agape dal 1971 al 1975 e pastore ad Agrigento, Milano, Genova Sampierdarena e Sestri Ponente, Rodoretto, Torre Pellice, Prali, Villar Perosa per finire il proprio ministero pastorale alla Chiese metodista di Firenze. A lungo presidente del Comitato editoriale della Casa editrice Claudiana, oltre all’omiletica si è occupato di catechetica e liturgia ed è stato membro della Commissione innologica da cui è scaturito l’Innario Cristiano del 2000, ancora in uso, anche parziale, in molte chiese evangeliche oltre che collaboratore col settimanale Riforma.

Una delle sue ultime pubblicazioni è “Predicare. La fede nasce dall’ascolto. Guida all’omiletica” (La Bancarella editrice, Piombino, 2013) con prefazione di Paolo Ricca, volume a cura di Andrea Panerini.

E proprio il pastore Andrea Panerini, attuale decano della Chiesa Protestante Unita, ha oggi commentato, inviando anche una lettera al Moderatore della Tavola Valdese, Alessandra Trotta, la scomparsa di Bruno Rostagno: «A pochi giorni dalla scomparsa di Luigi Marrazzo il mondo protestante italiano è duramente colpito dalla scomparsa di Bruno Rostagno, con cui ho avuto l’onore di collaborare. Pastore a tutto tondo, al pari di Marrazzo era considerato una indiscussa autorità nell’insegnamento dell’omiletica, ovvero di come si predica la Parola di Dio, insegnamento da cui noi tutti abbiamo potuto attingere. Il suo manuale di predicazione è ancora uno dei testi più validi nel panorama editoriale italiano, ma oltre all’impegno intellettuale non possiamo non ricordare la sua profonda umanità ed empatia pastorale. Inviamo alla famiglia e all’Unione delle Chiese valdesi e metodiste – conclude Panerini – il nostro affettuoso cordoglio e l’impegno, anche per il futuro, di valorizzare la sua opera.»

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