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Le Chiese evangeliche argentine si appellano alla laicità dello Stato sulla questione aborto

BUENOS AIRES (ARGENTINA) – Lo scorso 11 dicembre la Camera dei deputati argentina ha approvato la proposta di legge per la legalizzazione dell’aborto. L’approvazione è arrivata dopo un dibattito durato quasi 20 ore e il “sì” ha vinto per una manciata di voti. Ora la proposta passerà in Senato, dove una decisione è attesa entro la fine dell’anno o i primi giorni del 2021. Già nel 2018 la Camera aveva approvato un disegno di legge simile, poi respinto dal Senato.

«La questione dell’interruzione della gravidanza ha diverse implicazioni etiche in base alle diverse posizioni dottrinali dogmatiche» ha affermato all’agenzia NEV Néstor Miguez, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Argentina (FAIE). «All’interno del mondo evangelico, anche le chiese protestanti storiche in Argentina hanno posizioni diverse. Ci sono chiese a sostegno della legge e altre che si sono opposte» ha continuato Miguez. «La Federazione non ha fatto una dichiarazione, ma afferma che rispettando la separazione tra Chiesa e Stato accetterà quanto deciso democraticamente e la prassi parlamentare».

«L’aborto non è una questione religiosa, ma di salute pubblica» avevano dichiarato all’agenzia ecumenica sudamericana ALC diversi rappresentanti delle chiese protestanti e di organismi ecumenici in un incontro precedente al Ministero della Sanità, sottolineando la necessità di approvare la legge. «È necessario garantire l’educazione sessuale, la salute sessuale e la salute riproduttiva» scrivono le chiese firmatarie della dichiarazione. Fra queste,l a Chiesa evangelica luterana unita, la Chiesa evangelica metodista, le chiese evangelica e valdese del Río de la Plata e le Chiese riformate argentine.

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