web analytics

Usa, il collegio elettorale conferma la vittoria di Biden. Trump a fine corsa

WASHINGTON (USA) – Joe Biden è stato ufficialmente eletto nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Come consuetudine, il 14 dicembre si sono riuniti i Grandi elettori che hanno scelto formalmente il ticket Biden-Harris per guidare gli Usa nei prossimi quattro anni.

Il collegio elettorale, composto da 538 grandi elettori, si è riunito in ciascuno degli stati che compongono gli Usa, formalizzando la vittoria di Biden alle presidenziali dello scorso novembre. Il candidato democratico ha ricevuto 306 voti, superando ampiamente il quorum dei 270 grandi elettori, rispetto ai 232 voti ricevuti dal presidente uscente Donald Trump.

La certificazione del voto popolare per mezzo dei grandi elettori, una procedura antica e ad oggi ritenuta obsoleta da molti analisti, rappresenta una pura formalità nel sistema elettorale statunitense. Tuttavia, in questa occasione ha ricevuto un’attenzione mondiale, a causa dell’atteggiamento irresponsabile adottato dal presidente uscente, che continua a negare la regolarità del voto e parla delle elezioni del 4 novembre come della competizione più truccata nella storia degli Usa.

La comunicazione di Trump è un unicum nella storia americana, il voler fomentare disordine e caos, il minare le fondamenta della democrazia del suo paese è non solo ridicolo e fanciullesco ma rasenta la sovversione politica. Il tycoon ha provato tutti i mezzi legali per invalidare l’elezione presidenziale, passando per diversi tribunali, sino a quando anche la Corte Suprema (a maggioranza repubblicana) ha respinto i ricorsi presentati dallo staff del presidente, con riferimento al voto in Georgia, uno stato roccaforte del consenso repubblicano ma che in questa tornata, seppur per un soffio, ha dato la vittoria al ticket democratico Biden-Harris.

Dal canto suo, il presidente eletto Joe Biden, subito dopo la conferma del voto dei Grandi elettori, ha manifestato grande soddisfazione: “Oggi, i membri del Collegio elettorale hanno espresso i loro voti per eleggere il presidente e il vicepresidente. E ancora una volta hanno prevalso lo Stato di diritto, la nostra Costituzione e la volontà popolare. La nostra democrazia spinta, messa alla prova e minacciata, si è dimostrata resiliente, vera e forte”. Biden ha poi lanciato un messaggio di unità e concordia: “ Come ho detto durante la campagna elettorale, sarò il presidente di tutti gli americani. Lavorerò tanto per quelli di voi che non hanno votato per me quanto per quelli che mi hanno sostenuto”.

Con l’elezione ufficiale di Joe Biden, da parte dei membri del Collegio elettorale, si è sfaldato il muro di ostilità da parte dei rappresentanti del Gop, lasciando sempre più isolato Donald Trump. Prima le dimissioni del capo del Dipartimento della Giustizia, William Barr che aveva dichiarato: “Ad oggi non abbiamo visto brogli di una tale portata da poter cambiare il risultato dell’elezione”, subito dopo il voto dei Grandi elettori e per la prima volta, il leader della maggioranza repubblica del Senato e alleato di ferro di Trump, Mitch McConnell, ha riconosciuto la vittoria di Joe Biden. “Il nostro Paese ha ufficialmente un presidente eletto e una vicepresidente eletta- ha dichiarato McConnell- Il Collegio elettorale ha parlato, quindi oggi mi voglio congratulare con il presidente eletto Joe Biden”.

L’influente leader repubblicano ha proseguito: “Molti di noi speravano che le elezioni presidenziali avrebbero portato a un risultato diverso, ma il nostro sistema di governo ha procedure per determinare chi sarà investito il 20 gennaio”, ha detto il leader della maggioranza senatoriale che ha elogiato Biden, storico senatore del Delaware, “dedito al servizio pubblico da molti anni” e il suo futuro vicepresidente Kamala Harris, senatrice. “Al di là delle nostre differenze, tutti gli americani possono essere orgogliosi che la nostra nazione abbia una vicepresidente donna eletta per la prima volta”.

A seguito di queste dichiarazioni, McConnell ha ricevuto la chiamata di Biden che per l’occasione ha spiegato alla stampa: “L’ho chiamato per ringraziarlo per le congratulazioni e gli ho detto che, anche se non siamo d’accordo su molte cose, ci sono cose su cui possiamo lavorare insieme”. Con l’uscita del presidente Donald Trump dalla Casa Bianca, Mitch McConnell diverrà il repubblicano di riferimento per Biden e i Democratici al Congresso.

Ma si aspetta il risultato decisivo dei due ballottaggi in Georgia. I cittadini di quello stato saranno chiamati al voto, il 5 gennaio, per eleggere i due rappresentanti nel Senato, un voto che assume un grande valore politico nazionale. Difatti, se i due seggi dovessero essere vinti dai democratici, la nuova amministrazione Biden-Harris avrebbe la maggioranza non solo alla Camera dei Rappresentanti ma anche in Senato. E questa possibilità permetterebbe di applicare in maniera più decisa il programma di Biden e proporre una squadra di governo con esponenti della corrente dei Democratic Socialist.

In vista del voto del 5 gennaio, Joe Biden è partito alla volta della Georgia per tirare la volata ai candidati democratici, considerando la posta in palio del controllo del Senato.

La vittoria di Biden verrà certificata in Congresso il 6 gennaio, mentre il 20, è previsto il giuramento ufficiale. Tra le altre cose, sarà curioso vedere se Trump, come da prassi, parteciperà al giuramento o continuerà a non riconoscere la legittimità di Biden, minando il meccanismo democratico statunitense e preparandosi ad una nuova corsa presidenziale nel 2024, dai toni sempre più aggressivi e minacciosi.

Paolo D’Aleo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *