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Brasile. Le chiese condannano l’uccisione di Beto Freitas, ennesimo atto di razzismo

BRASILIA – La brutale uccisione di João Alberto Silveira Freitas, 40 anni, per mano di due guardie di sicurezza bianche fuori da un supermercato a Porto Alegre, in Brasile, ha scatenato indignazione in tutto il paese. Le chiese membro del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) hanno condannato il fatto ed espresso profonda preoccupazione per l’ingiustizia razziale sistemica in Brasile. L’episodio è accaduto il 19 novembre, alla vigilia della Giornata nazionale della coscienza nera. Freitas, come si vede nelle riprese delle telecamere, è stato ripetutamente preso a pugni in faccia dalle guardie del negozio.

Luíz Vergílio Batista da Rosa, presidente del Collegio episcopale della Chiesa metodista del Brasile, ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime dolore e solidarietà alla famiglia Freitas. «Speriamo che venga fatta giustizia – ha detto – Continuiamo a sperare in una società più giusta, fraterna, accogliente, senza razzismo e violenza etnica. Come cristiani diciamo: non basta non essere razzisti. Dobbiamo essere antirazzisti!». Parole di condanna della violenza razziale e di richiesta di giustizia sono giunte anche dal vescovo Naudal Alves Gomes, primate della Chiesa episcopale anglicana del Brasile oltre che dalla Chiesa evangelica della Confessione luterana in Brasile e dal Consiglio di Coordinamento della Chiesa Presbiteriana Unita del Brasile. La Chiesa Presbiteriana Indipendente del Brasile ha promosso un evento online in occasione della Giornata nazionale della coscienza nera. Obiettivo, discutere la questione del razzismo come peccato. Nella presentazione delle evento si legge: «Il razzismo è un crimine! Il razzismo è un peccato! La Chiesa ha bisogno di parlare di questa triste realtà per combatterla, secondo i principi del Vangelo di Gesù Cristo».

Secondo un recente sondaggio dell’Istituto brasiliano di statistica, gli afro-discendenti costituiscono il 56,10% della società brasiliana. Tuttavia, la discriminazione razziale e la violenza rimangono prevalenti nel paese governato dal governo di estrema destra di Jair Bolsonaro.

Fonte: ©NEV, 25 novembre 2020

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