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Il matrimonio egualitario entra nella Costituzione del Nevada

WASHINGTON (USA) – Lo scorso 3 novembre, mentre il mondo tirava il fiato per la sfida tra Biden e Trump, nello «swing state» – ovvero stato decisivo – del Nevada i cittadini erano chiamati anche a emendare la Costituzione statale circa l’abolizione della dicitura secondo cui il matrimonio è esclusivamente tra un uomo e una donna. Il 62% degli elettori dello Stato che ospita Las Vegas hanno votato per rendere il matrimonio aperto anche alle coppie dello stesso sesso, dopo una decisione di segno opposto datata 2002 che a lungo aveva impedito l’usuifrizione di questo diritto civile. Questo cambiamento costituzionale, primo nel suo genere negli Stati Uniti, proteggerà il movimento LGBTQ anche se la Corte Suprema degli Stati Uniti – resa da Trump a schiacciante maggioranza conservatrice – dovesse ribaltare la storica sentenza «United States v. Windsor» del 2013 che ha spianato la strada al riconoscimento federale dei matrimoni egualitari a partire dal 2015. La modifica costituzionale dice che il matrimonio avviene tra coppie «a prescindere dal loro sesso». In Nevada non solo i matrimoni gay ora saranno celebrati in ottemperanza alle sentenze federali ma sarà protetto a livello costituzionale.

Lo stato della «peccaminosa» Las Vegas, famoso per i matrimoni-lampo e in costume da cowboy o da imitatori di celebrità, si sfila dal novero degli Stati conservatori e si pone all’avanguardia dei diritti civili, confermando l’orientamento elettorale liberal che si è espresso nelle ultime due tornate presidenziali a favore del Partito Democratico prima per la Clinton e il 3 novembre per il neo-eletto Joe Biden.

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