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Il Western Togoland si autoproclama paese sovrano

Ignorata dai mezzi d’informazione nostrani, l’autoproclamazione a paese sovrano del Western Togoland, una sottile striscia di terra compresa fra Ghana e Togo, è stata recepita dalle più importanti testate africane, in particolare quelle anglofone e soprattutto ghanesi. Dal punto di vista amministrativo e politico, il Western Togoland fa esclusivamente parte del Ghana e comprende parti delle regioni del Volta, del Nord e dell’Alto Est. Oltre all’inglese, altre lingue di estrazione europea riconosciute ufficialmente sono il francese, data l’estrema vicinanza col Togo, e il tedesco, visto che lo stesso Togo è stato una colonia dell’Impero tedesco dal 1884 al 1916 col nome di Togoland. La città più popolosa è quella di Ho, situata a sud.

Il Western Togoland, tra Ghana e Togo

Pur essendo membro dell’Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati, il Western Togoland è caratterizzato da un movimento secessionista non certo fra i più noti dell’Africa, superato in quanto a popolarità dalle rivendicazioni separatiste dell’Ambazonia, macroregione anglofona sempre più in rotta col governo centrale camerunense di Yaoundé. Il fatto che le autorità del Western Togoland stiano tentando di ottenere l’indipendenza dal Ghana è senza dubbio fra le cause della poca notorietà di questo movimento secessionista: al netto dei grattacapi di natura economica derivanti dalla pandemia Covid-19, il Ghana è fra i paesi più sviluppati dell’Africa Occidentale e, pur facendo parte dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF) in qualità di membro associato, non fa parte della cosiddetta Françafrique, non vanta il Franco CFA come moneta corrente e non è quindi sottoposto al controllo economico di Parigi. Curiosamente, il Ghana, paese anglofono ed ex colonia dell’Impero britannico, confina solo con nazioni facenti parte della Françafrique: Costa d’Avorio, Burkina Faso e Togo. Inizialmente, il Togoland fu colonizzato dall’Impero tedesco nel 1884 e poi invaso, infine conquistato, dalla Francia e dal Regno Unito in seguito alla sconfitta subita dallo stesso Impero tedesco al termine della Prima Guerra Mondiale; il Togoland divenne altresì Togoland britannico dopo la firma del Trattato di Versailles mentre il limitrofo Togo, all’epoca chiamato Togoland francese, diventò a tutti gli effetti una colonia di Parigi. La chiave di volta del Togoland britannico è riscontrabile quando, dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne un’Amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite sotto amministrazione britannica. Nel 1956 un plebiscito sancì infine l’unione territoriale e politica con la Costa d’Oro, dall’anno seguente nota come Dominion of Ghana e poi Repubblica del Ghana una volta ottenuta l’indipendenza.

Il plebiscito tenutosi nel Togoland britannico il 9 maggio 1956 vide la partecipazione di 160.587 elettori su un totale di 194.230 adibiti a votare, con un’affluenza dell’82%. Il referendum prevedeva due scelte: l’unione con la Costa d’Oro sotto l’amministrazione britannica oppure la perpetuazione dell’Amministrazione fiduciaria, in attesa di una maggior chiarezza circa il futuro politico del territorio e con la prospettiva di un’eventuale annessione al Togoland francese. La prima delle due preferenze riscosse il 58% dei voti; la seconda si fermò al 42%. Nel nord del paese la maggior parte degli elettori votò a favore dell’unione con la Costa d’Oro; nel sud, invece, il 55% degli aventi diritto avrebbe preferito la promulgazione dell’amministrazione fiduciaria, su spinta degli appartenenti all’etnia Ewe, poco diffusi nel nord del paese e che avrebbero optato per l’unione col Togoland francese, l’attuale Togo. Il dato più interessante riguardò il distretto Nord Dagomba, situato tanto nel nord del Togoland britannico ieri come del Western Togoland oggi, in cui i voti riscossi dagli unionisti furono il quadruplo rispetto a quelli favorevoli alla continuazione dell’Amministrazione fiduciaria. Al contrario, nel distretto di Ho, tutt’oggi il più popoloso del Western Togoland, i separatisti incamerarono quasi diciannovemila voti a fronte dei circa settemila degli unionisti. Dei sei distretti totali, solo quelli di Ho e Kpando votarono a favore dell’indipendenza. Gli aneliti secessionisti del Western Togoland condividono tutt’oggi alcune istanze con la situazione creatasi fra Ambazonia e Camerun, oramai sfociata in una sorta di guerra civile. Se i separatisti dell’Ambazonia premono anche per il riconoscimento della propria lingua, l’inglese, in un paese francofono come il Camerun, nel Western Togoland la situazione è opposta, dato che la polizia ghanese ha in passato trattenuto coloro che parlano in francese. Nel mese di agosto di quest’anno, durante la registrazione degli aventi diritto al voto nella regione di Oti, in vista delle elezioni di dicembre, diciassette persone sono state arrestate perché hanno risposto in francese ai funzionari governativi e in quanto sospettati di essere togolesi.

Lo strappo definitivo fra i separatisti del Western Togoland e il governo centrale ghanese è avvenuto il 1° settembre di quest’anno, quando il Western Togoland Restoration Front (WTRF), un’organizzazione composta quasi interamente da appartenenti all’etnia Ewe, ha annunciato la sovranità della pseudo-nazione. La situazione si è fatta ancora più incandescente attorno alla fine del mese scorso, nel momento in cui alcuni combattenti del WTRF hanno assaltato due armerie poste all’interno delle stazioni di polizia di Aveyime e Mepe, liberando alcuni miliziani del WTRF e provocando una dura reazione dell’esercito e della polizia che ha arrestato trentuno membri della suddetta formazione. Oltre a bloccare alcune strade che conducono dal Ghana centrale nella regione del Volta, sempre a settembre, i separatisti hanno attaccato un bus nella città di Ho appartenente alla State Transport Corporation, in quanto compagnia emanazione del potere di Accra. Attualmente, il pericolo principale è che le aspirazioni separatiste possano in qualche modo rendere più infuocata l’imminente campagna elettorale in vista delle elezioni: non a caso, il progressista National Democratic Congress (NDC) ha accusato il partito al potere, il conservatore New Patriotic Party (NPP), che vede come leader il presidente Nana Akufo-Addo, di essere promotore dei recenti attacchi perpetrati dal WTRF. Gli Stati Uniti d’America sono fra i primissimi paesi a livello internazionale ad essersi attivati e, tramite l’ambasciata di Accra, hanno sconsigliato di recarsi nella regione del Volta. Immediatamente dopo si è schierata anche l’Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati che ha invitato le parti in causa a non usare violenza e ad intavolare trattative di pace. Il 6 ottobre, il leader dell’organizzazione Homeland Study Group Foundation (HSGF), Charles Kwame Kudzordzithe, che già nel 2017 aveva provato a dichiarare indipendente il Western Togoland, ha fatto eco all’Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati e ha sottolineato che l’HSGF è un gruppo pacifico.

La base “legale” su cui i gruppi separatisti basano il proprio operato, fra cui lo stesso HSGF, riguarda un supposto documento dell’Assemblea Generale o del Consiglio di sicurezza dell’ONU che certificherebbe la possibilità del Western Togoland di rendersi indipendente esattamente cinquant’anni dopo l’unione con la Costa d’Oro. Tuttavia, il colonnello dell’esercito Festus Boahen Aboagye ha sfidato i separatisti a mostrare questo documento. Senza fare previsioni azzardate, con ogni probabilità questo documento non esiste e l’ONU, in nessuna risoluzione, ha mai accennato alla possibile, futura indipendenza del Western Togoland.

Adesso resta da osservare come si svilupperà la situazione in vista delle elezioni del 7 dicembre: i due contendenti principali sono il presidente in carica Nana Akufo-Addo e John Mahama, capofila del NDC e già presidente del Ghana dal 2012 al 2017.

Gabriele Sbrana

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