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A SETTEMBRE UN SINODO STRAORDINARIO DELLE CHIESE RIFORMATE SVIZZERE

BERNA – Si è chiuso presso il Kursaal di Berna il primo Sinodo della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERS) con ventisei chiese membro partecipanti, rappresentate da 81 persone, di cui 75 con diritto di voto.

Fra le decisioni più importanti del Sinodo quella di programmare un Sinodo straordinario a settembre e la fusione dei due enti protestanti svizzeri di aiuto umanitario “Pane per tutti” e “Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere” (HEKS). La fusione ufficiale avrà decorrenza dal 1° gennaio 2022, previa approvazione dello statuto della nuova fondazione da parte del Consiglio federale di vigilanza sulle fondazioni (l’Istituto della Confederazione Svizzera competente in questi casi).

I lavori sono stati preceduti da un grave scandalo: le recenti dimissioni del presidente Gottfried Locher e della consigliera Sabine Brändlin per un caso di presunte molestie da parte dell’ex presidente a carico di una persona ex dipendente della Chiesa. Il Sinodo ha istituito una Commissione temporanea d’inchiesta, incaricata di condurre un’indagine interna ed esterna su questa che resta una grave macchia d’immagine sul protestantesimo svizzero.

Per portare a termine le discussioni lasciate in sospeso sulle strategie future, sono state programmate altre tre sessioni: oltre al Sinodo straordinario di settembre, in via di definizione, il Sinodo si riunirà nuovamente dall’1 al 3 novembre 2020 a Berna e poi a giugno e a novembre del 2021, rispettivamente a Sion e a Berna.

Il primo Sinodo della CERS, già Federazione delle chiese evangeliche svizzere (FCES), si è tenuto in una sola giornata e in modalità distanziata a seguito dell’emergenza coronavirus e si è aperto con un discorso del presidente del Sinodo, pastore Pierre de Salis, che ha parlato di «Sinodo di crisi in tempo di crisi».

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