web analytics

DIRITTO AL CULTO E LE NUOVE FRONTIERE TECNOLOGICHE

La pratica del culto nelle varie religioni ha origine, fin dai tempi antichissimi, per adempiere all’adorazione del nostro Creatore, alla cura e coltivazione della fede.

Per i credenti è essenziale entrare in comunione per dare voce solidale alla venerazione e riconoscimento del nostro Signore, creatore del cielo e della terra, e di tutti gli esseri viventi, ed è un diritto fondamentale e intoccabile ma nel periodo che stiamo vivendo, dettato purtroppo dall’emergenza coronavirus, tale diritto ci è stato sottratto ed è stata la prima volta, dall’entrata in vigore della Costituzione, che si è verificata una limitazione così radicale di questo diritto così centrale della nostra Carta fondamentale.
Ogni comunità quindi, come la Chiesa Protestante Unita di Firenze, è stata costretta a prendere provvedimenti alternativi per ottemperare al disagio di tale limitazione della libertà di riunirsi per il culto e per esempio le nostre contromisure sono basate sui culti in diretta video tramite Facebook e la loro conservazione nel canale Youtube della nostra Chiesa.

Andando ad analizzare gli aspetti positivi e negativi della questione comprendiamo che per la tutela della salute (anche se parliamo della nostra salute umana e molto ci sarebbe da dire sulla salute del pianeta che è stata calpestata proprio dal genere umano), è vero che questa privazione può risultare utile anche se d’altro canto proprio nei momenti di crisi più difficili sentiamo l’esigenza di pregare insieme, uniti in un senso di vicinanza, e il distanziamento sociale umanamente ci debilita e ci sconforta.

Il fatto che non possiamo fare la comunione insieme e non ci possiamo anche vedere negli occhi durante le nostre preghiere o abbracciare quando ci scambiamo il segno di pace è certamente un aspetto triste ma credo che questa circostanza di trovarci in questa situazione ci debba servire per rafforzare il nostro più diretto contatto spirituale con Dio così come la nostra crescita spirituale al tempo stesso.

Inoltre un altro aspetto positivo, per esempio nel caso della nostra comunità, è stato quello di riuscire a intrattenere culti tutti insieme sebbene on line anche con gli altri membri di Roma cosa che prima non avevamo la necessità di sperimentare e anzi adotteremo molto probabilmente questa possibilità periodicamente anche una volta finita l’emergenza in modo da condividere tutti insieme i culti con questa metodologia a dar ragione veramente al fatto che le vie del Signore sono infinite.

L’adattamento a contesti spiacevoli come questo può però avere anche dei punti di forza e per questo saremo e ci sentiremo sempre più uniti e compatti, speranzosi che anche il nostro Signore abbia compreso questo nostro seppur diverso approccio ai culti ma anche consapevoli che il suo amore e la sua luce sono sempre presenti nella nostra sofferenza e in questo momento buio ancor più che prima e certi che ci farà tornare ad abbracciarci per pregare con ancora più gioia e più profondità d’animo per valorizzare tutte le sue opere troppo spesso oltraggiate e dimenticate; e se è vero che le cose non vengono mai per caso dobbiamo chiederci veramente se gli eventi correnti andrebbero interpretati come un messaggio di riflessione all’intera umanità.

Viene da sé che Dio non punisce e anzi soffre e prega con noi per tutte le vittime e i loro familiari costretti anche a non poter assistere o addirittura commemorare i loro cari e prega anche per chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per aiutare gli altri , ma sono convinto che le sue preghiere sono rivolte anche a tutti noi per far risvegliare le nostre coscienze e comprendere il vero senso dei valori e della nostra vita stessa; mettiamo un freno a tutte le nostre noncuranze e continue devastazioni della Natura che Dio stesso ha creato e che anziché essere consapevoli di rispettare e amministrare al meglio questo dono che ci è stato offerto in quanto ospiti, ci siamo invece resi padroni, sfruttando e deturpando in maniera spropositata le risorse dell’ambiente per i nostri vantaggi più fittizi e non degni quindi dell’ascolto del nostro Signore ma adesso sarà proprio nostro compito far rinascere sentimenti migliori, più autentici e puri, rivolti alla sua parola.

Francesco Benozzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *