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I LUTERANI: «INCLUDERE IL CLIMA NELLE AZIONI DI RIPRESA ECONOMICA POST-COVID»

GINEVRA – «La pandemia del Coronavirus (COVID-19) sta colpendo tutti, indipendentemente dallo stato sociale, dall’età e dal sesso», ha detto Pranita Biswasi del programma della Federazione luterana mondiale (FLM) per i giovani. «La crisi climatica dovrebbe essere affrontata nello stesso modo collettivo. Dipendiamo dalla scienza per contenere il virus. Non dimentichiamo il rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che si basa su scoperte scientifiche». Biswasi è convinta che mentre ci si prepara alla ripresa economica, sia indispensabile cogliere l’opportunità e includere un’azione generazionale, di genere, e per affrontare la crisi climatica.

La scorsa settimana l’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) ha annunciato che a causa della pandemia del Coronavirus (COVID-19) la 26a sessione della Conferenza delle Parti (COP26) è stata rinviata a tempo indeterminato. La conferenza era prevista a Glasgow, Regno Unito, nel novembre di quest’anno. «Posporre la COP26 non dovrebbe essere un motivo per ridurre gli impegni o gli sforzi per mitigare gli impatti negativi del cambiamento climatico», afferma Elena Cedillo, del programma per la Giustizia Climatica della Federazione luterana mondiale (FLM).
«La FLM riconosce l’enorme impatto della pandemia e chiede ai governi, alla società civile e alle Chiese di stare dalla parte dei più vulnerabili e delle persone che sono state colpite in modo sproporzionato da questa crisi», prosegue Cedillo. Allo stesso tempo, «è fondamentale tenere il passo e anche aumentare il nostro impegno per affrontare la crisi climatica. La gente in molte parti del mondo ha sofferto lunghi periodi di siccità prima della pandemia, ha aggiunto. Allora non avevano acqua a sufficienza – come faranno a far fronte a questa nuova crisi?»

In seguito all’esito della COP25 di Madrid, le aspettative per la COP26 sono elevate. I governi dovrebbero aumentare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C per fermare l’impatto che grava in modo sproporzionato sui più poveri e vulnerabili.

Fonte: NEV

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