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L’ARCIVESCOVO CATTOLICO ROMANO VIGANÒ: «IL CORONAVIRUS CONSEGUENZA DI SODOMIA E MATRIMONI GAY»

Il Decano della Chiesa Protestante Unita Panerini scrive a papa Francesco chiedendo chiarimenti e provvedimenti

Il Coronavirus sarebbe una punizione di Dio contro i peccati dei singoli e della società, come aborto, eutanasia e «l’orrore del cosiddetto matrimonio omosessuale, la celebrazione della sodomia e delle peggiori perversioni.» Ad affermarlo è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò nel corso di un’intervista al giornale cattolico The Remnant, ripresa in Italia dal sito Corrispondenza Romana.

Secondo il presule lombardo, alcuni gravi peccati avrebbero provocato l’ira divina. peccati «commessi dalle società, dalle Nazioni. L’aborto, che anche durante la pandemia continua a uccidere bambini innocenti; il divorzio, l’eutanasia, l’orrore del cosiddetto matrimonio omosessuale, la celebrazione della sodomia e delle peggiori perversioni, la pornografia, la corruzione dei piccoli, la profanazione della domenica… Il Signore è Padre amorevolissimo perché ci insegna come dobbiamo comportarci per meritare l’eternità beata del Cielo, e quando col peccato disobbediamo ai Suoi precetti, non ci lascia morire, ma ci viene a cercare, ci manda tanti segnali – talvolta anche severi, com’è giusto – perché ci ravvediamo, ci pentiamo, facciamo penitenza e riacquistiamo l’amicizia con Lui. Sarete miei amici, se farete quel che Io vi comando. Mi pare che le parole del Signore non diano adito ad equivoci», aggiunge Viganò nell’intervista.

Alla domanda invece sulle colpe della Chiesa di Roma, il prelato risponde che la Chiesa è «in sé sempre, indefettibilmente santa, poiché essa è il Corpo Mistico di Nostro Signore, e sarebbe non solo temerario, ma blasfemo anche solo pensare che la divina istituzione che la Provvidenza ha posto in terra come dispensatrice della Grazia ed unica arca di salvezza possa anche minimamente essere imperfetta

Queste affermazioni temerarie e – a nostro parere – loro sì blasfeme oltre che violente non vengono da uno sconosciuto parroco. Carlo Maria Viganò nasce a Varese nel 1941 ed è ordinato sacerdote nel 1968. Dal 1989 al 1992 è Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, dal 1992 al 1998 è nunzio apostolico (ovvero ambasciatore del Vaticano) in Nigeria e è ordinato arcivescovo titolare di Ulpiana. Dal 1998 al 2009 è delegato per la rappresentanze pontificie nella Segreteria di Stato mentre dal 2009 al 2011 è Segretario del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, da dove – vista la discutibile gestione dei fondi statali e il coninvolgimento nei torbiti di Vatileaks – è stato mandato via (promoveatur ut amoveatur) per approdare a Washington come nunzio apostolico negli USA fino al compimento dei 75 anni, nell’aprile del 2016. Una carriera curiale e diplomatica di tutto rispetto che rende le sue affermazioni particolarmente gravi, anche in considerazione della sua personale vicinanza all’attuale pontefice Francesco, visto che il fratello maggiore – don Lorenzo Viganò, gesuita come il papa e collaboratore proprio nel caso Vatileaks – gode di speciali entrature nella cerchia più ristretta attorno al vescovo di Roma.

«Le affermazioni dell’arcivescovo emerito Carlo Maria Viganò sono particolarmente esecrabili e offensive – ha dichiarato il Decano nazionale della Chiesa Protestante Unita, Rev. Dr. Andrea Panerini – oltre ad essere indegne di un autentico cristiano. E’ preoccupante che una persona così in alto nella gerarchia vaticana possa dire menzogne così tremende approfittando di una sciagura così grave come l’attuale epidemia di Covid-19. Menzogne che – guarda caso – non riguardano punizioni (concetto di per sè già poco biblico se guardiamo al Nuovo Testamento) per i veri peccati dell’umanità: il liberismo capitalista che sfrutta, opprime e uccide miliardi di persone, la devastazione del Creato che provoca scompensi, agevola le malattie e fa soffrire le altre creature di Dio, l’ipocrisia dei benpensanti. No, monsignor Viganò si pone tra i fondamentalisti sadici che opprimono le coscienze ed aizzano l’odio. Ho personalmente scritto al vescovo di Roma Francesco chiedendo chiarimenti e provvedimenti per queste inconcepibili parole – conclude il Rev. Panerini – L’ecumenismo e la carità siano nei fatti, non solo nelle parole

7 pensieri riguardo “L’ARCIVESCOVO CATTOLICO ROMANO VIGANÒ: «IL CORONAVIRUS CONSEGUENZA DI SODOMIA E MATRIMONI GAY»

  • 4 Aprile 2020 in 20:40
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    Il “Padre amorevolissimo” che manda la morte ai suioi figli ?Ecco la blasfemia del cosidetto arcivescovo !

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  • 4 Aprile 2020 in 21:33
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    Ma che visione di Dio ha questo signore? Anche ammesso e non concesso che certi comportamente siano da Dio considerati peccaminosi…Per punire certi comportamenti, Iddio farebbe scempio di migliaie di personee senza alcuna distinzione…Getterebbe il virus nel mucchio? chi muore muore?
    Iddio somiglierebbe a quei folli che periodicamente si armano sino ai denti, entrano in un campus e sparano per uccidere chi ha soltanto il torto di capitare loro a tiro?

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  • 5 Aprile 2020 in 09:33
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    Anch’io non condivido l’elenco dei “peccati” che sarebbero alla base della pandemia della coronavirus, ma per portare una giusta critica alla posizione dell’arcivescovo non bisogna travisare il suo pensiero. Nella sua intervista, l’arcivescovo non adopera il termine “punizione” né “l’ira di Dio”. Parla invece del Signore come “Padre amorevolissimo perché ci insegna come dobbiamo comportarci per meritare l’eternità beata del Cielo, e quando col peccato disobbediamo ai Suoi precetti, non ci lascia morire, ma ci viene a cercare, ci manda tanti segnali – talvolta anche severi, com’è giusto – perché ci ravvediamo, ci pentiamo, facciamo penitenza e riacquistiamo l’amicizia con Lui.” Questa posizione mi sembra abbastanza biblica, anche se io personalmente non credo che il Signore manda segnali. Invece, il Signore è talmente vicino ad ogni essere umana che trasforma le difficoltà, le tragedie, ecc. in segnali con i quali ci attira verso di lui.

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  • 5 Aprile 2020 in 12:42
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    Non credo che abbiamo travisato nulla, abbiamo solo riassunto una lunga intervista.

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  • 18 Aprile 2020 in 21:29
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    Sono piuttosto sconvolto da queste parole. In questo momento più che mai dovremmo incoraggiare l’unione e non le spaccature e le divisioni. Sicuramente è anche quanto Dio vorrebbe poiché tutti noi siamo combinazioni uniche e irripetibili voluto dal Signore e non ammetterebbe classi di persone di serie A o di serie B. Siamo uguali ai suoi occhi e soffre con noi e per noi e ha cura di noi e delle persone più deboli e non ci chiede l’autorizzazione ad esistere , mentre queste parole non hanno cura di persone che anzi dovrebbero essere aiutate perché schiacciate spesso dalla società e dal giudizio collettivo e hanno un percorso esistenziale di sofferenze interne anche più difficile. Dio non punisce certo per questo e la situazione che stiamo vivendo non è opera sua ma opera dell’egoismo e dell’arrivismo capitalista più spietato dell’uomo che ha portato nel tempo alla devastazione del Creato in senso lato e queste parole che attribuiscono all’omosessualità la causa di questa pandemia come punizione Divina globale mi sembrano già piuttosto devastanti di per sé.

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