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NOI SIAMO CHIESA: INADEGUATE LE SCUSE PER DEBRÉ LIBANOS

ROMA – Lo scorso 25 febbraio il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), cardinale Gualtiero Bassetti ha chiesto scusa alla Chiesa copta etiope per il massacro compiuto dalle truppe del Regio Esercito italiano al monastero di Debré Libanos tra il 21 e il 29 maggio 1937.

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Il card. Gualtiero Bassetti

«Oggi chiedo scusa ai fratelli dell’Etiopia per la mancanza di rispetto che si ebbe per i loro padri. Fu una mobilitazione del disprezzo e dell’odio contro gli etiopici, considerati nemici dell’aspirazione italiana ad avere un impero coloniale. Come cristiano e responsabile della Cei mi interroga molto». Allora, prosegue il numero 1 della CEI «qualche importante prelato dichiarò che sui campi di battaglia sventolava il vessillo della croce di Cristo, quando gran parte dell’Etiopia era già cristiana. La passione nazionalista negò questa storia esaltando la guerra. Oggi appare impossibile nutrire certi sentimenti. Ma bisogna stare attenti alle passioni nazionaliste che possono accecare anche i buoni. La storia aiuta a leggere il presente. Per un cristiano il bene del proprio Paese non è mai a scapito di altri popoli». Il cardinal Bassetti dopo aver ricordato l’apostolato dell’arcivescovo di Firenze Della Costa durante l’ultimo conflitto mondiale ha affermato in conclusione che «queste pagine mi insegnano che non bisogna essere pessimisti anche sulla Chiesa perché tanta strada è stata fatta. Oggi i fratelli copti etiopici sono accolti nelle nostre chiese. Da noi sono a casa loro».

Questo intervento del Presidente dei vescovi cattolici italiani è apparso del tutto insufficiente al movimento ecclesiale Noi Siamo Chiesa che ha ribadito le sue tre proposte esplicitate nel maggio 2017 per un pentimento concreto da parte della Chiesa cattolica italiana a partire dai suoi vertici:

  • un primo atto, solenne e formale, di pentimento e di penitenza per le responsabilità anche della Chiesa per il suo silenzio (o, a suo tempo, addirittura per il consenso diretto o indiretto) per i fatti di Debré Libanós;
  • questo atto formale sia intrecciato, prima e dopo, da una adeguata e diffusa informazione e presa di coscienza sui fatti e sulle responsabilità che riguardano tutta la vicenda. Ciò deve avvenire nelle parrocchie, nei seminari, nelle iniziative degli ordini religiosi, su tutta la stampa cattolica e nel variegato mondo cattolico di base. Non si potrà ignorare tutto il contesto relativo all’invasione dell’Etiopia e ai tanti crimini che vi furono commessi dall’esercito;
  • una Missione di riconoscimento del passato, di pacificazione e di fratellanza della nostra Chiesa (con esponenti di tutto il popolo cattolico) incontri ad Addis Abeba e a Debré Libanós con la Chiesa copta.

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