HALLOWEEN È COMPATIBILE CON IL CRISTIANESIMO?

Premetto che questo articolo non è fondato su fondamentalismi e pregiudizi morali. Qui si intende chiarire quale è la visione protestante su Halloween e dare alcuni consigli ai credenti, lasciando i non credenti liberi di fare le loro considerazioni senza alcuna coercizione ma sperando di far ragionare gli uni e gli altri.

Halloween è una festa pagana. Ciò non ci stupisce in maniera eccessiva, molte altre feste pagane sono state cristianizzate, a partire dal nostro Carnevale. Il Carnevale deriva in linea diretta dai Saturnalia romani, festa in cui tutti si travestivano e si scambiavano doni, a cominciare dai consoli e dagli imperatori e dove si celebravano in particolare Saturno e Plutone, divinità degli inferi ma anche dell’abbondanza (va rilevato che l’aldilà della religione romana era concepito in maniera assai diversa da quello delle religione monoteistiche). E’ stato cristianizzato nell’alto medioevo come periodo di letizia prima della penitenza quaresimale, conservando il carattere festoso e spensierato e la dimensione di rovesciamento dei ruoli sociali, anche se ufficialmente alcuni eccessi, come i riti orgiastici, non sono stati più previsti. Il povero dava del tu al ricco e si faceva beffe di lui, la maschera uniformava tutti e tutte. Il Carnevale ha avuto un suo apice nel periodo rinascimentale (come non ricordare i Carmi carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico e gli strali – decisamente eccessivi – del Savonarola?) e nel periodo barocco (per esempio il Carnevale veneziano).
Halloween è la contrazione dell’inglese All Hallows’ Eve ovvero Veglia di tutti i Santi quindi è chiaramente una festa di origine celtica che è stata cristianizzata ponendola a fianco a una festività del calendario cattolico romano. Ma in realtà le differenze con il Carnevale sono più profonde di quello che si possa pensare. In primo luogo è evidente che per un protestante non vi è alcuna festività di Ognissanti nè dei morti (il 2 novembre) che sono totalmente al di fuori del costume evangelico e contestabili dal punto di vista teologico. Il 31 ottobre per il protestante è la Festa della Riforma in ricordo al 31 ottobre 1517 e all’affissione dell 95 testi di Lutero al portone della Chiesa del Castello di Wittenberg in Sassonia. In secondo luogo sia la sostanza che la simbologia delle due festività sono diverse: il Carnevale è gioia, liberazione, palingenesi sociale, rinascita. Halloween è contatto con gli spiriti, celebrazione di tutto ciò che è morte, freddo e buio. E’ evidente che ciò dovrebbe già mettere almeno il credente sul chi vive perchè il cristianesimo (e tutte le religioni monoteistiche) è celebrazione del Dio della vita e dell’amore, non della morte (nemmeno quella di Cristo, che ha un senso solo se rapportata all’espiazione dei peccati dell’umanità nella Croce e alla vittoria proprio sulla morte nel giorno pasquale). Infatti gli antichi riti celtici prevedevano sacrifici umani (aboliti nella Bibbia in Gen. 22:1-18), anche di bambini.
La simbologia di Halloween è una simbologia di morte, disperazione e desolazione che sconfina talvolta nel grottesco. E’ una simbologia di spiriti e demoni che nulla hanno a che vedere con il cristianesimo e nemmeno con la gioia pagana della rinascina. È, in fin dei conti, l’esatta negazione della teologia cristiana. Tutto questo riferimento al rapporto con gli spiriti va francamente nella dimensione della negromanzia, esplicitamente condannata nella Bibbia: «Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE detesta chiunque fa queste cose» (Dt. 18:10-12) e come non pensare a quando Saul, re d’Israele perde definitivamente la Grazia di Dio consultando la strega di Endor, per poter richiamare a sé il defunto profeta Samuele attirandò su di se l’ira divina? (1Sam. 28:7-25)
Halloween ha una attinenza nei confronti del satanico. Indubbiamente il protestantesimo sfugge alle suggestioni del mondo cattolico romano sulle possessioni demoniache, gli esorcismi e quant’altro ma non rinnega l’essenza demoniaca del male nel mondo, che anzi Lutero (che comunque diceva di parlare direttamente con Satana, insultandolo) pone in evidenza per ribadire la necessità della Grazia divina per la salvezza.
Ultimo, ma non per importanza, lo sfruttamento capitalistico della festa. Halloween è una festa che è esplosa nei primi anni del XX secolo ed è arrivata in Europa negli anni cinquanta e sessanta anche attraverso film e telefilm (il classico dell’orrore Halloween, la notte delle streghe di John Capenter, 1978 per fare un esempio). Un’esplosione che si accompagna a lauti affari per industrie e commerci. Si stima che solo in Italia i consumi dedicati a questa festa della morte si aggireranno quest’anno sui 300 milioni di euro e negli Stati Uniti circa 9 miliardi di dollari. Se Halloween ha in sè elementi demoniaci, il capitalismo stesso è un elemento demoniaco – e il più pervasivo della nostra società. Una doppia motivazione per stare lontano da questa festa oltre a quelle storiche e religiose.
Il consiglio che mi sento di dare ai credenti è di stare lontani da queste celebrazioni, che d’altronde sono lontane dalla nostra storia culturale, già piena di suo di paganismo rimasticato dal cattolicesimo romano. E soprattutto di far stare lontani i bambini, per non far assorbire i valori della morte e del mercato. Ai non credenti, specialmente con una sensibilità rivolta alla giustizia sociale, auspico di riflettere sopra questo mio scritto e magari di trovarvi qualche buona ragione per rifiutare l’ennesimo frutto avvelenato della globalizzazione capitalistica neoliberista.

Andrea Panerini

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