SICCITÀ, STRAGI E TENSIONI RAZZIALI IN ETIOPIA

ADDIS ABEBA (ETIOPIA) – Si aggrava la situazione nel corno d’Africa con brutali uccisioni e migliaia di sfollati: è la situazione attuale in Etiopia dovuta agli scontri tra il gruppo etnico somalo e quello degli Oromo, che si contendono da anni alcune zone coltivabili delle loro regioni, situate rispettivamente a sud-est e a sud-ovest del Paese. A riferirlo alla stampa è stato il portavoce del governo, Negeri Lencho: «Possiamo affermare che centinaia di membri dell’etnia oromo sono stati uccisi, ci sono stati morti anche dalla parte dei somali. Non sappiamo esattamente quanti, è in corso un’inchiesta.» Ovviamente, trattandosi di un governo non democratico, le notizie riportate dall’esecutivo etiope sono da prendere con molta cautela, ma testimonianze di cittadini europei confermano brutalità, stragi e tensione razziale tra i due gruppi etnici.
A nulla sono servite tutte le proposte di mettere fine alla rivalità e risolvere il contrasto. Nell’ottobre 2004 il governo propose un referendum per assegnare l’area, ma la pace temporanea durò appena pochi mesi. Un altro tentativo è stato fatto nell’aprile di quest’anno, quando i presidenti delle due regioni si incontrarono, decidendo di approvare l’esito del precedente referendum.
Nel corso degli anni alcuni membri del gruppo etnico Oromo sono stati protagonisti di ribellioni verso l’autorità statale, con proteste anti-governative che nel 2015 e nel 2016 hanno causato più di 940 morti. Anche perché l’area contesa è diventate ancora più preziosa a causa della grave siccità che ha colpito l’intero Stato.
Nelle ultime settimane la situazione è sfuggita ad ogni controllo, nel totale disinteresse dell’Occidente e della stessa Unione Africana: sarebbero ben 50.000 le persone scappate dalle loro case e il governo ha creato un’unità di emergenza per far fronte al disastro umanitario che potrebbe portare a una nuova pulizia etnica.
Nonostante i responsabili dei due gruppi etnici e delle istituzioni regionali assicurino che sia in corso una tregua, per ora una soluzione sembra lontana visto che tra i sospettati di aver fomentato le stragi vi sarebbe una unità speciale della polizia dipendente dalle istituzioni della regione somala e tutto il processo è inserito in complessi e sanguinosi fenomeni di guerra civile e ingerenze reciproche tra vari stati, clan ed etnie del corno d’Africa.

Fonte: © Reuters

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