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BUON 5778

Non avete letto male. E’ il nuovo anno del calendario ebraico che da oggi – 21 settembre del calendario gregoriano – è in corso, celebrandosi la festa di Rosh Hashanah (Capodanno ebraico). Ricette, cibi con simbologia speciale, grano che decorano le tavole, abiti bianchi, un periodo davvero speciale per gli ebrei e un carico ancora maggiore, in considerazione del fatto che, quest’anno lo Yom Kippur cadrà tra pochi giorni, il 30 settembre, con vigilia il 29. Lo Yom Kippur è la festa dell’espiazione e della penitenza ed è considerato il giorno dell’anno più santo e solenne.
Non mancano buoni propositi e inquitudini nella piccola ma significativa comunità ebraica italiana. Il giornalista Guido Vitale su Pagine ebraiche scrive, con chiari riferimenti alla imminente campagna elettorale: «Questo 5778 che sta per aver inizio sarà per le istituzioni dell’ebraismo italiano l’anno di decisioni che lasciano il segno. Il mondo ebraico è disorientato, insufficientemente preparato ad agire in un contesto dove le vecchie divisioni fra conservatori e progressisti hanno ormai scarso significato e diviene invece necessario confrontarsi con un fronte di globalisti e internazionalisti contrapposto al risorgere di una forte componente nazionalista e qualunquista. Ma al di là dei grandi problemi globali, l’agenda dell’ebraismo italiano è gravida di specifici nodi irrisolti. L’ebraismo italiano fatica sempre di più a definire quale messaggio vuole effettivamente trasmettere alla società circostante, quale ruolo vuole assumere nell’Italia di oggi. La situazione consiglia di non accontentarsi più di idee generiche e di espressioni consuetudinarie, ma di definire un contenuto specifico, chiaramente percepibile da tutti gli italiani. Limitarsi a iniziative riservate ad ambiti ristretti, riprodurre frammenti di discorsi tratti dal patrimonio del passato, in una società dove i comuni cittadini sono pressati da problemi nuovi e gravi, significa semplicemente certificare la propria marginalità.
La crisi della Memoria della Shoah. La percezione della Memoria si è enormemente deteriorata in questi ultimi anni. La distanza crescente nel tempo, la scomparsa degli ultimi Testimoni e la pericolosa tendenza alla ritualizzazione e all’istituzionalizzazione corrono il rischio di
privare la Memoria del suo ruolo di funzione necessaria della vita e di relegarla a una dimensione meramente formale. Nell’anno che verrà il nostro Paese assumerà la guida dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e tutti noi avremo l’occasione di contribuire per ridefinire e preservare la Memoria viva.»

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