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LE ARAGOSTE SU GHIACCIO SOFFRONO, MA NON QUANDO VENGONO BOLLITE VIVE

Sotto questo titolo ironico, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato dall’Associazione Gabbie Vuote

«Sappiamo che la Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio, ha fatto il suo dovere condannando la detenzione su ghiaccio dei crostacei in quanto produce grande sofferenza agli animali. Questa sentenza tiene conto del parere del Centro di Referenza Nazionale per il Benessere degli Animali del Minsitero della Salute che, però, non ha valutato altre componenti della sofferenza come quello della bollitura da vivi poichè nessuna norma nazionale lo prevede.
Ogni persona può giudicare razionalmente, se non riesce a farlo emotivamente, quanto sia assurda questa giurisprudenza che avanza a tentoni scavalcando situazioni tremende di dolore che dovrebbero essere le prime ad essere acquisite nel diritto considerato che gli animali, dopo migliaia di anni, sono considerati finalmente esseri senzienti dalla legge comunitaria (art. 13 del Trattato di Lisbona).
Ci auguriamo che l’era dell’antropocene, come ormai viene chiamato il nostro tempo, era della tecnologia e delle trasformazioni veloci, riesca ad abbandonare i metodi di tortura anche per gli animali, metodi che dovrebbero scandalizzarci per quanto grande sia lo svilimento umano sia dal punto di vista morale che intellettuale che sociale.
Poichè si stanno sgretolando le tradizioni mercantili cruente (l’ingozzamento forzato delle oche, la spiumatura di oche e anatre, la macchina tritapulcini vivi, la castrazione senza anestesia dei maialini appena nati…ecc.ecc.) che non possono essere accettate dall’uomo evoluto, aspettiamo che anche la bollitura di animali vivi venga lasciata alla preistoria della civiltà.»

Mariangela Corrieri

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