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NO AGLI ANIMALI NEL CIRCO

Lettera inviata alla VII Commissione del Senato da Mariangela Corrieri, presidente dell’Associazione animalista “Gabbie vuote” e che volentieri pubblichiamo e condividiamo nei contenuti.

Gentili signori,
abbiamo letto “l’inchiesta della settimana” che la Nazione ha recentemente pubblicato sul circo. Volendo esprimere la nostra opinione, basata comunque su fatti concreti (video, fotografie, testimonianze, inchieste) e obiezioni ragionate, contestiamo quelle “verità” che i circensi ci impongono come potessimo impersonare le tre scimmiette della favola.
Ovvero:
• società pluralista non significa società involuta, chiusa al cambiamento, incapace di modificarsi e di evolversi verso un futuro dove le
opinioni restino sì pluraliste ma non basate su tradizionalismi; altrimenti non sarebbero più libere opinioni ma condizionamenti;
• gli animali del circo sono comunque trattati male anche se nati in prigionia; ognuno di loro tende alla libertà, a praticare la propria etologia, a vivere in un ambiente naturale; tutto ciò non appartiene alle gabbie, alle catene, agli addestramenti;
• i finanziamenti ministeriali che dal 2010 al 2015 sono stati di 21 milioni di euro elargiti senza criterio etico anche a circhi sotto procedimento penale, sarebbe più giusto e accettabile venissero utilizzati contro il randagismo che, nonostante le tante leggi, vede circa un milione di cani vagare in stato di sofferenza nelle strade del nostro Paese;
• non è un problema collocare gli animali selvatici dismessi dai circhi; possiamo seguire l’esempio dei 33 leoni nati in cattività, sottratti ai circhi di Colombia e Perù (paesi dove sono stati proibiti gli spettacoli pubblici con questi grandi predatori) e trasferiti in Sudafrica;
• amare profondamente un animale non significa “spezzarlo” e imprintare in lui la paura riducendolo preda della Sindrome di Stoccolma (particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in vittime di episodi di violenza fisica e psicologica);
• dicono che chiudere i circhi può significare la disoccupazione per centinaia di persone; anche i razzisti americani proclamavano che lo schiavismo non doveva essere abolito perchè dava lavoro a tanti bianchi che operavano nei cantieri ove si costruivano navi negriere e nelle officine che producevano catene e fruste.
Quindi, come al solito, a buon intenditor poche parole. E’ soltanto ipocrisia quella che viene sbandierata senza pudore per nascondere e depistare da quella violenza quotidiana insita nello sfruttamento degli animali nei circhi.
No ai circhi con animali!

Mariangela Corrieri

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