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L’ARCIVESCOVO DI CANTERBURY E IL PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI CONDANNANO LE FORME DELLA SCHIAVITU’ UMANA

ISTANBUL – Lo scorso 7 febbraio a Istanbul Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, e Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, hanno detto “no” alle nuove schiavitù “in tutte le loro forme”.
Alla vigilia della Giornata internazionale contro il traffico di esseri umani, con una dichiarazione congiunta hanno riaffermato la necessità di proteggere sempre la dignità umana, di vitale importanza non solo per le chiese, ma in generale per le comunità religiose e per quelle a difesa dei diritti umani in tutto il mondo, dallo sfruttamento sul lavoro alla prostituzione, dal traffico di esseri umani e di organi, fino alla servitù domestica. «Condanniamo tutte le forme di schiavitù umana come il più atroce dei peccati, in quanto viola il libero arbitrio e l’integrità di ogni essere umano creato a immagine di Dio» affermano nel documento, lanciano un appello a tutti i governi affinchè vengano approvate leggi più severe nel contrasto alle nuove schiavitù e vengano stanziati i fondi per le vittime. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, in 167 paesi del mondo sono ridotte in schiavitù almeno 45,7 milioni di esseri umani.

Fonte: Nev, 10 febbraio 2017

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