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RICONOSCIUTI IN PERU’ I MATRIMONI GAY CONTRATTI ALL’ESTERO

LIMA – I matrimoni tra le persone dello stesso sesso contratti all’estero saranno riconosciuti in Perù. E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale di Lima, in una causa che ha visto contrapposti lo stato peruviano e l’economista Oscar Ugarteche Galarza. Sposatosi in Messico nel 2010, il peruviano Galarza aveva richiesto, nel 2012, la modifica del proprio stato civile sul passaporto. Ma le autorità gliela avevano negata, poiché il Perù non ha alcuna legge che riconosca il matrimonio egualitario o anche solo le unioni civili. Così, l’economista ha adito alle vie legali per ribaltare la decisione, che è stata resa nota in queste ore, benché emessa già dal 21 Dicembre dell’anno appena trascorso.

I giudici hanno sottolineato come lo Stato non possa contravvenire ai principi di uguaglianza sanciti nella costituzione del paese, discriminando i cittadini a causa del loro orientamento sessuale, negando loro la trascrizione del matrimonio contratto all’estero. Gli attivisti per i diritti umani ed LGBTQ hanno accolto con calore la sentenza, ritenendola un primo passo verso il completo riconoscimento delle famiglie arcobaleno in Perù, mentre il dipartimento governativo responsabile per le trascrizioni ha fatto sapere che ricorrerà in appello.

Benché i sondaggi dicano che i due terzi dei peruviani sarebbero favorevoli ad un riconoscimento legale delle coppie omosessuali, sono molti i tentativi falliti di introduzione delle unioni civili nel paese, soprattutto a causa della forte opposizione della Chiesa Cattolica peruviana.

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