LIBERTA’ RELIGIOSA: LA RUSSIA SI CONFERMA STATO AUTORITARIO

MOSCA – In Russia continuano a fioccare le multe a chi celebra culti senza rispettare le rigide regole dettate dalla legge antiterrorismo. Già a fine agosto, si registravano sette casi che hanno coinvolto, tra gli altri, due battisti, due protestanti “storici” e un pentecostale. Due individui, un cittadino degli Stati Uniti e uno del Ghana, sono stati pesantemente multati. Un cittadino russo, Aleksandr Yakimov, leader di una comunità pentecostale è dovuto intervenire in tribunale il 29 agosto.
La legislazione “anti-terrorismo” voluta dal governo di Vladimir Putin è entrata in vigore lo scorso 6 luglio e il primo procedimento è stato avviato il successivo 28 luglio. Vi sono stati feroci proteste internazionali e degli attivisti per i diritti umani per questa normativa che è un tentativo droconiano di soffocare ogni espessione religiosa con il pretesto di reprimere il terrorismo. A Oryol, città di oltre trecentomila abitanti a circa 360 km a sud-ovest di Mosca, il predicatore battista Donald Ossewaarde (nella foto con la moglie Ruth), cittadino statunitense, è stato multato per quarantamila rubli (circa seicento euro), reo di aver svolto una funzione religiosa nella sua casa e di averne fatta pubblicità presso i vicini condomini.
Ossewaarde, che ha documentato il suo caso ampiamente sul suo sito web, è stato arrestato nella sua casa, dove i poliziotti sono venuti a stabilire che un gruppo si è incontrato con lui per pregare e leggere la Bibbia e hanno detto che ciò era illegale visto che non lo aveva notificato alle pubbliche autorità aspettando la relativa autorizzazione (che in genere non viene rilasciata a gruppi non appartenenti alla Chiesa ortodossa). Secondo Ossewaarde, il giudice ha rifiutato di dare il tempo ai suoi avvocati per venire da Mosca in vista della prima udienza, e poi ha fornito un avvocato d’ufficio inaffidabile tra le sue proteste. In una “conversazione confidenziale” dopo l’udienza, l’avvocato nominato obbligatoriamente dal giudice gli ha consigliato di accettare il verdetto e pagare la multa senza appello. Poi ha detto che sarebbe stato meglio, per l’americano, lasciare la città, per evitare cose pericolose a lui e alla sua famiglia, che è ritornata precipitosamente negli USA mentre il predicatore, con notevole coraggio, è rimasto per l’appello.
Nel distretto di Tver (Mosca) il cittadino ghanese Ebenezer Tuah, che dirige la Chiesa di Cristo, è stato arrestato e multato di cinquantamila rubli (circa settecento euro) dopo che la polizia ha fatto irruzione nella casa dove il pastore pentecostale stava amministrando dei battesimi. Tuah ora rischia anche di essere espulso dalla Federazione Russa per la sua “attività missionaria, visto che ha cercato di coinvolgere nuovi membri, anche via internet”.
Non è inopportuno sottolineare che, mentre la Russia di conferma sempre più uno stato autoritario dove i più elementari diritti civili sono sottoposti all’arbitrio del potere esecutivo, normi non troppo difformi sono tuttora in vigore (tranne che per le poche chiese che hanno stipulato una intesa con lo stato ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione) in Italia tramite la legislazione fascista del 1929/30 sui “culti ammessi” e che, negli ultimi anni, retate sono state effettuate dalla polizia italiana soprattutto contro gruppi evangelicali di immigrati in flagrante violazione del dettato costituzionale e dei trattati internazionali. La libertà religiosa non è una libertà di secondo rango ma ha sempre assunto, nella storia d’Europa e del mondo, e sempre più assumerà il ruolo di cartina di tornasole di tutte le liberte civili e costituzionali di un paese. Forse anche i politici italiani, invece di baloccarsi con riforme costituzionali che riducono gli spazi di democrazia, dovrebbero pensare alle cose veramente importanti.

Andrea Panerini

Fonte: Christian Today

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