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ORRORE SENZA FINE: ATTACCO A UN BAR GAY DI ORLANDO IN FLORIDA CON OLTRE 50 MORTI E NUMEROSI FERITI

ORLANDO (STATI UNITI) – Un cittadino americano di origine afgana sarebbe stato identificato come il killer autore del massacro, il peggiore con armi da fuoco della storia americana, al night club gay di Orlando della scorsa notte. Il suo nome sarebbe Omar Mateen, nato nel 1986, ed è americano, originario della città Port St. Lucie, in Florida, ma figlio di genitori afgani. L’uomo, di professione vigilante, è entrato nella discoteca e ha aperto il fuoco sulle persone che stavano ballando, uccidendo almeno 50 persone. In un primo momento il bollettino delle vittime era di venti ma è peggiorato nel giro di poco tempo.
Dopo essersi barricato all’interno del locale e aver trattenuto numerosi ostaggi per ore, l’assalitore è stato ucciso dopo uno scontro a fuoco con gli agenti. Nel locale sono stati trovati una pistola e un fucile mitragliatore d’assalto Ar-15, forse le armi usate dall’attentatore. L’Fbi indaga su possibili legami con il terrorismo islamico. Potrebbe essere un bacio tra due gay la molla che ha fatto scattare la rabbia del killer, a quanto sostiene il padre dell’uomo, parlando alla Nbc: “Il movente religioso non c’entra nulla, ha visto due gay che si baciavano a Miami un paio di mesi fa ed era molto arrabbiato. Siamo scioccati come il resto dell’America”. Agenti dell’Fbi e della polizia locale hanno circondato la casa del killer a Fort Pierce, nella contea di St. Lucie in Florida. A renderlo noto il sito TcPalm, citando il portavoce della polizia, Ed Cunnigham. In effetti la dinamica dell’attentato, almeno per quello che abbiamo potuto capire fin ora, suggerirebbe più un movente omofobico rispetto al terrorismo islamico puro e semplice.
La polizia ha annunciato la morte dell’aggressore su Twitter, mentre il sindaco Buddy Dyer ha ritoccato al rialzo il bilancio dei feriti che da 42 salgono a 53. Il capo della polizia, John Mina, ha detto che 30 ostaggi sono stati messi in salvo. Sul profilo di Orlando Police chiunque fosse stato all’interno del locale è invitato a fornire informazioni. Purtroppo serviranno diverse ore per identificare le vittime, ha fatto saper l’Fbi. “Non è ancora stato accertato se la sparatoria al club gay di Orlando è un crimine di odio o un atto terroristico” sottolinea il Federal Bureau. Il presidente Barack Obama è stato informato della tragedia e ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle vittime, ha offerto tutto il supporto possibile del governo e chiesto di essere costantemente informato. Il sindaco e il governatore della Florida, Rick Scott, hanno dichiarato lo stato di emergenza
“Condanniamo questo attacco terroristico contro le persone LGBTQ che ha provocato oltre 60 tra feriti e uccisi a Orlando, Florida, in un famoso locale gay.. I nostri cuori e le nostre preghiere vanno alle famiglie e agli amici delle vittime”, ha detto la Rev. Dr. Nancy Wilson, Moderatore mondiale della Metropolitan Community Church “Esortiamo tutte le forze di polizia e le autorità ad indagare su questo attacco con fervore, come un aereo che scende in acque profonde. Questo è stato un omicidio di massa intenzionale di lesbiche, gay, bisessuali, transgender e persone queer nel mezzo del mese dell’orgoglio omosessuale e nel più popolare bar a Orlando. Esso è stato concepito per inviare un messaggio e abbiamo bisogno di sapere chi altro potrebbe essere stato parte di questa azione orribile.”
“Siamo sconvolti e addolorati”, dice il Rev. Andrea Panerini, pastore della MCC di Firenze “per questo atto di una brutalità fuori ogni immaginazione. Tutto questo pone al centro della scena pubblica il problema mai risolto dell’omofobia e della facile detenzione di armi. Faremo sicuramente una veglia di preghiera per le vittime dei morti e dei feriti e per i loro familiari. Ma la preghiera si deve trasformare anche in azione sociale e politica affinché atti di questo genere non si ripetano mai più.”
La Metropolitan Community Church è una fratellanza universale di oltre 200 chiese sparse in 35 paesi che nasce dal movimento gay e lesbico americano a fine anni sessanti e che celebra da oltre quarant’anni i matrimoni tra persone dello stesso sesso in tutto il mondo. Da novembre 2014 esiste anche una comunità in Italia, a Firenze. 

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