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PAROLE PRIVE DI SENNO

Pubblichiamo volentieri una lettera dell’Associazione “Gabbie vuote” sulle ultime parole del Papa sugli animali. (red.)

Gentili signori,

il Papa ha detto, lo scorso 14 maggio: «quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti, ai cani che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!». Quanta superficialità in una sola frase, da parte di un pontefice, ritenuto dalle masse “progressista”, che una volta di più rivela la propria figura paternalistica e generalista.

In primo luogo si parla di una generalizzazione avulsa da qualsiasi riferimento alla vita reale e a qualunque fatto specifico di cronaca: chi sono queste persone attaccate agli animali che lasciano affamati i vicini? Non si sa. Noi, nella nostra esperienza, conosciamo persone che si prendono cura degli animali e degli umani perché chi ama, ama tutti i viventi. Chi odia, invece finisce per odiare tutti: dagli animali ai vicini. Noi conosciamo anche altre persone che si credono nel giusto, che credono di curare gli umani e maltrattano gli altri esseri viventi.

Ma, ci domandiamo, come si fa a mettere in contrasto i bisogni dei poveri con quelli degli animali, visto che entrambi sono vittime di un sistema economico e sociale che valuta sia gli umani che gli altri esseri viventi solo come fattori di profitto e non come portatori di eguale dignità? E’ un accostamento superficiale, farisaico che anche per i cristiani è assurdo e contrario alle Sacre Scritture. Nella Bibbia, nel libro di Giobbe, viene descritto molto bene come Dio si prende cura delle Sue creature, di tutte le creature a partire dagli animali. Viene scritto che l’ippopotamo, così potente, è uno dei capolavori di Dio. Come fa un Papa, che si richiama a Francesco d’Assisi, a disprezzare gli animali fino a questo punto? Sappiamo, però, che tuttora la Chiesa cattolica romana considera gli animali come degli oggetti e non come esseri senzienti capaci di amare e di soffrire. Come padre Agostino Gemelli, noto collaboratore del fascismo e sostenitore dell’antisemitismo, che considerava i lamenti degli animali nei laboratori alla stregua dei rumori delle macchine che lavorano nelle officine, con una crudeltà degna di Torquemada.

Caro Papa Francesco, chi non ama gli animali, chi maltratta gli animali, non amerà nemmeno gli esseri umani e non si curerà di nessuno che abbia bisogno di aiuto.

E allora ci verrebbe di rispondere a Bergoglio come Dio risponde a Giobbe nella Bibbia: Allora il SIGNORE rispose a Giobbe dal seno della tempesta, e disse:

Chi è costui che oscura i miei disegni

con parole prive di senno?

Cingiti i fianchi come un prode;

io ti farò delle domande e tu insegnami!

Dov’eri tu quando io fondavo la terra?

Dillo, se hai tanta intelligenza.» (Giobbe 38,1-4).

Ecco, caro Papa Francesco, queste tue parole sono state proprio prive di senno.

Mariangela Corrieri

Un pensiero su “PAROLE PRIVE DI SENNO

  • 24 Luglio 2016 in 12:42
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    Mi sembra di poter dire che il problema di fondo è la distorsione dell’amore. Cosa significa amare? Credo che poter mettersi su questa strada ci sia bisogno di una crescita personale. Mettersi in relazione con l’altro da noi rispettandone l’alterità è sicuramente il mattone iniziale di una relazione positiva. Noi purtroppo idealizziamo troppo il concetto di amore. Amare una persona, cosa mi richiede? cosa significa concretamente? Amare un animale, cosa significa? Sicuramente riconoscere la sua differenza, la sua unicità senza cadere nella tentazione di omologarlo a noi, alle nostre necessità, a quello che noi crediamo sia buono, desiderabile… di cosa necessita l’altro, questo non sempre coincide con il dare il pane, offrire una moneta, azioni certo importanti ma che possono servire per sentirci buoni e in pace con la nostra coscienza. Amare a volte ci richiede di abitare in zone poco chiare, grigie alla ricerca, in ascolto dell’altro, del suo grido. Vi ringrazio per le vostre riflessioni, è bello trovare uno spazio sereno di riflessione.
    Un caro saluto Dorina

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